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Inclusione sociale e sicurezza urbana, finanziati nuovi progetti su bandi regionali

“Le strade della Libertà” e “ Alice”: sono i due progetti che hanno ottenuto finanziamenti per oltre 830 mila euro grazie ad interventi contro l’esclusione sociale e per l’educazione alla legalità e che hanno visto la partecipazione attiva dell’Agenzia per l’inclusione sociale del Patto Territoriale nordbarese-ofantino.

Per quanto riguarda Alice, che ha ottenuto un finanziamento di poco meno di 700mila euro grazie alle risorse previste per il Pit2, il progetto mira a realizzare nuova occupazione per i soggetti deboli di età compresa tra i 18 e i 40 anni, con una maggiore percentuale femminile. Si articola in tre assi: il primo è quello del piano di animazione territoriale che mira a sensibilizzare i soggetti sociali, economici, istituzionali che di occupano di temi come la criminalità, lo sviluppo locale, il welfare, il sostegno all’occupazione. In questo modo sarà possibile avere una fotografia completa delle risorse della comunità e si realizzeranno contatti con gli attori del territorio. Secondo asse è quello che mira al completo coinvolgimento degli enti locali su questi aspetti, la terza fase prevede la realizzazione di quattro laboratori territoriali di orientamento a cui si accompagneranno altri interventi come l’attivazione di workshop, l’implementazione della rete locale del lavoro per il territorio del Pit2 e l’implementazione di cooperative sociali di tipo B. Ultimo momento è quello vero e proprio di sostegno e accompagnamento al lavoro. Le varie attività nella diverse fasi dei progetti saranno realizzate in collaborazione con tutti gli enti pubblici e privati che hanno collaborato al progetto. Oltre all’Agenzia per l’inclusione sociale, al Comune Capofila, Andria, ai Comuni che vi hanno aderito attraverso la partecipazione dei Sindaci e degli operatori degli Uffici di Piano (Barletta, Bisceglie, Bitonto, Canosa di Puglia, Corato, Giovinazzo, Margherita di Savoia, Molfetta Ruvo di Puglia, San Ferdinando, Terlizzi, Trani, Trinitapoli) il ruolo fondamentale nella realizzazione e definizione dell’idea progettuale è quello svolto dall’ ufficio PIT2 in particolare dalla dottoressa Maria Luisa Caringella e dalla cooperativa R&S – Ricerca e sviluppo. Altri partner di progetto saranno Italia Lavoro, Sviluppo Italia, il Politecnico di Bari.

Il progetto “Strade di libertà”, finanziato per 139mila euro a valere sulla Misura 6.5 Azione A) del Por Puglia e presentato dal Comune di Andria con l’attiva collaborazione dell’Agenzia per l’inclusione sociale, ha l’obiettivo di costruire un percorso condiviso con i giovani studenti per aumentare la consapevolezza sui temi della legalità e della sicurezza e per sensibilizzare le famiglie di fronte a temi come la devianza e il disagio giovanile nel Comune di Andria. In questo caso, il progetto si articola in tre azioni distinte. La prima prevede l’animazione territoriale e l’informazione attraverso una serie di seminari informativi nelle scuole cittadine. La seconda vuole costruire nelle scuole una rete di laboratori urbani per la sicurezza e per la legalità con il fine di promuovere nuovi interventi e progetti per la città e costruire un atlante locale per la sicurezza e la legalità. Infine la terza azione vuole realizzare un rapporto sulla sicurezza, centrando l’attenzione sui comportamenti trasgressivi e devianti tipici dei giovani. Lo studio sarà articolato attraverso la rilevazione della frequenza dei comportamenti in un’ottica territoriale.

Entrambi i progetti perseguono l’obiettivo di tracciare sul nostro territorio percorsi e processi reali di inclusione sociale, che garantiscano equità, pari opportunità, coesione sociale e sicurezza e sono la logica prosecuzione delle attività svolte dall’agenzia in questi anni. La realizzazione di questi progetti, insieme agli altri che l’agenzia sta portando a termine, consentirà inoltre di rilanciare il tema del rapporto esistente tra “ gli effetti di inclusione delle politiche sociali e gli effetti sociali delle politiche di sviluppo”, ossia iniziare a ragionare sui reali effetti sociali dei programmi di sviluppo economico per comprendere cosa realmente può funzionare.






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